Articolo da "La Stampa" del 23 gennaio 2003.
PROSEGUE IL DIBATTITO IN CONSIGLIO E FRA PARTITI

Aborto con farmaci An chiede lo «stop»

NOVARA
Sindaco e assessori si impegnino affinchè la Regione blocchi la sperimentazione della Ru486, l´aborto farmacologico: lo chiede tutto il gruppo di An in Consiglio comunale. Il documento dovrebbe essere discusso a fine mese. Ieri l´hanno illustrato i consiglieri Raimondo Giuliano, Michele Ragno, Massimo Contaldo e Vincenzo Scardigno. Giuliano: «Non può bastare un comitato ospedaliero per decidere su una questione che investe l´attuazione di una legge dello Stato e riguarda la vita e la morte di esseri umani. Ricordiamo inoltre che lo scopo dichiarato della legge 194 non è di garantire un inesistente diritto all´aborto ma quello di prevenire l´aborto offrendo alternative. Un´interpretazione ripetutamente formulata dalla Corte Costituzionale, che ritiene l´interruzione soltanto come risposta ad un insuperabile stato di necessità». Contaldo parte da una battuta «Se ci fosse uno scienziato che dovesso scoprire la formula di una pillola che sostituisca le tenaglie del dentista durante l´estrazione di un dente...» e lo fa per richiamare l´opinione pubblica e gli amministratori: «La Ru486 non cura, non guarisce, non svolge un ruolo di prevenzione, non ha nemmeno la carriera del farmaco anabolizzante: provoca l´aborto. Ultimamente l´Organizzazione mondiale della sanità si è espressa con un concetto diverso nei confronti della lotta alla malattia favorendo con investimenti opportuni la prevenzione. Per prevenzione si intende informare, affrontando il problema con una comunicazione adeguata». Il dottor Ragno invita tutti a riflettere sui possibili utilizzi «diversi o allargati» della Ru486 citando il 78° Congresso nazionale della Società italiana di Ginecologia e Ostetricia su nuovi metodi per aborto medico, che si è tenuto all´ospedale Sant´Anna di Torino in novembre, e stralcia: «In alcuni Paesi europei la Ru486 a basse dosi è usata come contraccettivo d´emergenza, diciamo una pillola del giorno dopo, e anche per inibire l´ovulazione e la fecondazione. Non vorremmo, poi, che gli aspetti economici ne influenzassero il maggior utilizzo». Scardigno rimarca infine che su questo delicato tema «contano i fatti e le opinioni, non le strumentalizzazioni di frasi o espressioni». L´assessore Gilardoni, di An, aveva infatti parlato di tecnica «stura-utero» ma si era scusato della brutalità dei termini in Consiglio così come gli stavano chiedendo nel frattempo con una raccolta di firme circa 200 donne novaresi. Dalla segretaria cittadina dei ds, Margherita Patti, nei giorni scorsi è stato dichiarato: «Qualcuno afferma che con la Ru486 le donne possano abortire con più leggerezza. Anche nel dibattito che ha preceduto la 194 gli antiabortisti sostenevano che quella legge avrebbe permesso alle donne di abortire con più facilità. Si pensa dunque che bisogna abortire con più dolore e travaglio affinchè le donne abortiscano meno? Ciò che in molti, per lo più uomini, sembrano non voler capire, è che l'aborto è un trauma in sé».

Maria Paola Arbeia