Secondo le perizie dei consulenti del pubblico ministero è stato arrecato un danno ambientale grave al corso d’acqua
Nel Tagliamento il 95% degli scarichi Burgo
Tolmezzo: oltre 1.700 metri cubi di materiale l’ora confluivano direttamente nel fiume, senza autorizzazioni
di MAURIZIO CESCON
Danno ambientale grave alle acque del fiume Tagliamento. Questo il severo giudizio contenuto nell’ultima relazione tecnica, datata ottobre 2001 e redatta dall’ingegnere milanese Santo Cozzupoli per conto della Procura di Tolmezzo, che sostiene l’accusa nel processo sugli scarichi inquinanti della Burgo. Decine di pagine di perizia, controlli incrociati minuzioni e, alla fine, tre paginette di conclusioni che non lasciano spazio a fraintendimenti: l’inquinamento del fiume è causato proprio dalle emissioni della cartiera.
«Gli scarichi provenienti dalla Burgo è spiegato nel documento e dall’impianto di depurazione consortile Alto Tagliamento sono formalmente autorizzati da parte del Comune di Tolmezzo a confluire nel depuratore comunale, ma nella realtà essi non vi confluiscono, se non in quantità irrilevante, stimabile in circa il 5% della sua portata effettiva totale che risulta essere di 1800 metri cubi all’ora. Il rimanente 95% dei reflui della cartiera viene fatto confluire direttamente (circa 1700 metri cubi all’ora) viene fatto confluire direttamente nel Tagliamento, senza nessuna autorizzazione. Pur essendo formalmente autorizzati a confluire nel depuratore comunale gli scarichi della cartiera e dell’impianto consortile Alto Tagliamento non sono legittimi, in quanto le autorizzazioni sono state rilasciate su presupposti falsi e materialmente impossibili da rispettare».
«Il depuratore comunale si legge ancora non ha le capacità funzionali per poter fisicamente accogliere gli scarichi della cartiera e del depuratore consortile, nè tanto meno ha alcuna capacità di trattamento degli scarichi in esso confluenti o autorizzati a confluire provenienti dalla cartiera Burgo e dal depuratore consortile. Il depuratore comunale, inoltre, non risulta autorizzato a scaricare nel corso d’acqua superficiale. Tramite il by-pass descritto dal Noe l’impianto consortile Alto Tagliamento e la cartiera Burgo scaricano in corso d’acqua superficiale: non risultano autorizzazioni rilasciate alla Burgo e all’impianto consortile per fare questa operazione».
Nella prima relazione tecnica, firmata dagli ingegneri Santo Cozzupoli e Giorgio Grimoldi, che risale al dicembre del 2000, si esaminano in dettaglio le cause dell’inquinamento atmosferico. «Il forte odore avvertito dagli abitanti viene illustrato può essere attribuito alla emissione in atmosfera di composti di zolfo originati dalle lavorazioni della cartiera Burgo e dal trattamento delle sue acque reflue. Le registrazioni delle centraline di rilevamento posizionate a cura dell’Azienda sanitaria nei pressi dello stabilimento evidenziano il non rispetto degli standard di qualità dell’aria nella zona abitata nella prossimità degli impianti fino al 1998; i dati misurati mostrano con evidenza che il non rispetto dei limiti è legato alle sostanze presenti nelle emissioni della cartiera. Successivamente i limiti risultano rispettati. Non risulta che gli enti di controllo abbiano mai effettuato verifiche nei punti di emissione in atmosfera dai vari camini della cartiera».
|